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Piano nazionale per il clima: 31 GW di impianti fotovoltaici entro il 2030
28 luglio 2021

Piano per il clima: strumenti e misure del green deal europeo

green energy

La Commissione Europea ha presentato il piano per ridurre le emissioni di CO2 del 55% entro il 2030 e azzerarle nel 2050. Al suo interno l'insieme di azioni da adottare per favorire la transizione ecologica e contrastare il mutamento climatico.

Il piano è denominato “Fitfor55” con riferimento alla percentuale di emissioni da tagliare entro il 2030, ovvero il 55% di quanto registrato nel 1990. Un primo step del più ambizioso obiettivo di raggiungere la neutralità climatica nel 2050, come previsto dal Green Deal Europeo.

Fitfor55: entro il 2030 il 40% di energia dalle rinnovabili
Tra le proposte e gli strumenti del “Fitfor55” un ruolo di primo piano è assegnato alle energie rinnovabili con l’obiettivo di produrre entro il 2030 il 40% dell’energia attraverso tecnologie pulite come fotovoltaico ed eolico. Previsto anche il rimboschimento delle foreste con 3 miliardi di alberi che verranno piantati entro il 2030

Mobilità sostenibile: stop alle auto a benzina e diesel dal 2035
La mobilità sostenibile è un elemento chiave con misure che puntano alla riduzione del 55% delle emissioni nel 2030 rispetto a quelle del 2021.
Dal 2035 è previsto lo stop all’immatricolazione di auto alimentate a benzina e gasolio. La direzione è quella delle auto elettriche la cui diffusione verrà accompagnata da investimenti su infrastrutture correlate, come l’installazione di colonnine per la ricarica sulle principali arterie stradali.

Carbon tax e rafforzamento dell’ETS
Al centro del piano per il clima anche gli strumenti del carbon pricing come la carbon tax, l’imposta sul carbonio derivante dall’utilizzo di combustibili fossili, volta a incentivare produttori e consumatori a scegliere le energie pulite e sostenibili. Il pacchetto di misure prevede anche una tassa sul carbonio alle frontiere (CBAM Carbon Border Adjustment Mechanism), applicata ad alcuni prodotti come ferro, acciaio e cemento, importati da paesi con standard ecologici più bassi. Una sorta di dazio che avrebbe il duplice scopo di tutelare l’industria europea ed evitare la delocalizzazione dei processi produttivi.
Le riforme previste passano, inoltre, attraverso un rafforzamento del sistema di scambio di quote delle emissioni di gas serra (ETS, acronimo per Emissions Trading System) che verrebbe reso applicabile all’aviazione ed esteso al trasporto marittimo, prevedendo una formula analoga anche per il riscaldamento degli edifici e la mobilità su strada.

Che cos’è l’ETS
l’ETS è il sistema per lo scambio delle quote di emissione dell’Unione Europea. Istituito nel 2005, è uno degli elementi cardine della politica europea per la riduzione delle emissioni di gas serra. Il sistema interessa circa il 40% delle emissioni di CO2 dell’Europa e coinvolge circa 10.000 tra industrie e impianti nel settore dell’energia elettrica.

Lo strumento prevede un tetto massimo di gas serra che le aziende possono emettere. Al termine dell’anno gli impianti devono restituire un numero di quote tale da coprire le emissioni prodotte per non incorrere in sanzioni. Entro questo limite le industrie possono acquistare o ricevere quote in base al bisogno. Il tetto viene abbassato nel tempo così da favorire la progressiva diminuzione dei gas a effetto serra.

Fondo sociale per il clima a sostegno della transizione green
Il piano prevede anche la creazione di un Fondo Sociale per il clima a tutela dei cittadini, per sostenere investimenti in efficienza energetica e mobilità sostenibile. L’importo verrebbe finanziato, utilizzando un quarto delle entrate proveniente dal nuovo sistema di scambio delle emissioni su edifici e trasporto stradale.